Overload di Sotterraneo - Al Teatro Laura Betti lo “spettacolo dell’anno”

Overload di Sotterraneo

Al Teatro Laura Betti lo “spettacolo dell’anno” agli Ubu 2018 apre la Stagione multidisciplinare 19|20

Overload di Sotterraneo, affronta attraverso lo sguardo dello scrittore David Foster Wallace la frammentarietà contemporanea, con “un linguaggio teatrale inedito, dal tratto collettivo, capace di penetrare l’oscurità suscitando al contempo il sorriso” (dalle motivazioni Premi UBU)

Giovedì 7 novembre alle ore 21 e venerdì 8 novembre alle ore 11

Nell’ambito del Progetto Generazioni a Teatro ma aperto a tutti, il Sotterraneo, come ama definirsi il collettivo fiorentino
vincitore degli UBU 2018 apre la Stagione Multidisciplinare del Teatro Laura Betti 19/20. Ad introdurre lo spettacolo sono due performer: l’uno nei panni dello scrittore statunitense David Foster Wallace e l’altro incaricato d’illustrare il meccanismo di base dello spettacolo stesso. Questo meccanismo, in breve, è il seguente: ogni volta che comparirà il segnale «collegamento», basterà che un solo spettatore si alzi per scegliere se continuare ad ascoltare David Foster Wallace o attivare un contenuto nascosto. Ma ogni volta che lo spettatore attiverà un contenuto nascosto, perderà inevitabilmente parti più o meno consistenti del racconto dello scrittore. In altre parole, il segnale funziona come un link ipertestuale che attiva un nuovo contenuto che corrisponde sempre ad azioni sorprendenti, destabilizzanti, travolgenti.
Un vortice incalzante che coinvolge fisicamente il pubblico – perché ‘attraversato’ dai personaggi o trascinato in scena a ballare o spinto a lanciare ortaggi sugli attori – e che arriva al suo apice in un frullato ormai incontrollato, dove a Wallace si sostituisce per pochi minuti Stephen King e dove esseri umani e animali si avvicendano apparentemente senza più un rapporto causale con il filo principale del discorso.

David Foster Wallace ci parla, fra l’altro, di pesci rossi, partendo dall’aneddoto iniziale del suo celebre discorso Questa è l’acqua, davanti ai neolaureati del Kenyon College, a Gambier, Ohio, il 21 maggio 2005: «Ci sono questi due giovani pesci che nuotano e incontrano un pesce più vecchio che nuota in senso contrario e fa loro un cenno, dicendo: “Salve ragazzi, com’è l’acqua?” e i due giovani pesci continuano a nuotare per un po’ e alla fine uno di loro guarda l’altro e fa: “Che
diavolo è l’acqua?”». Il palcoscenico spoglio è punteggiato a sinistra da un acquario con dei pesci rossi e al centro da
un’asta con microfono. In quella teca “nuotano” la serie di idee e prospettive di cui si compone  Overload, da cui scaturisce l’intera visione e intenzione dei Sotterraneo. Non per niente le luci di Marco Santambrogio, prima dell’inizio, ruotano quasi fosse sott’acqua anche il pubblico. Il microfono, invece, è lo strumento con cui rappresentano il motivo guida per cui sono in scena: dare voce all’autore di Infinite Jest, ai suoi multipli piani di esperienza e sistemi di ragionamento in
quello che si può definire un “caos organizzato”.

Fonte e info teatrocasalecchio.it


Gianni Morandi gioca in casa al Teatro Duse - Conferenza Stampa

Stasera gioco in casa

Gianni Morandi inizia, una conferenza stampa davvero molto particolare per i presenti, come anche per gli addetti ai lavori e per il Teatro Duse (un ringraziamneto particolare a Marina Brancaccio).

Il tutto inizia con un'atmosfera molto familiare, Gianni esibisce da subito un grande spirito da combattente, e combattente lo è stato davvero, e lo è ancora, visto che nonostante la moltitudine di musica(buona e meno buona) che si ascolta oggi, lui riesce a “sopravvivere” a più di 3 generazioni. Un grande artista della musica leggera Italiana.

Chi non ricorda le strofe ”fatti mandare dalla mamma a prendere il latte” o “occhi di ragazza” ecc. ecc., ma a sentire Gianni , che di canzoni ne ha incise oltre 600, di quelle veramente belle ce ne sono 18/19. Sarà così?

Morandi ha già superato i 70 anni ma ha, oltre al fisico, la grinta e l’entusiasmo di un artista giovane e vive le stesse emozioni di un ragazzo, come se fosse la sua prima volta (sul palco). E' proprio lui che, alla domanda "Come ti senti, oggi dopo oltre 50 anni di carriera, quando sali sul palco per una serata/concerto?" risponde ”Sono emozionato come se fosse la prima volta.”

Durante la conferenza stampa ha parlato di tutto (e di più) raccontando da dove è partito a 13 anni, da Monghidoro, e veniva a Bologna dalla Maestra Scaglioni a fare il primo provino e a cantare le prime canzoni.

A lui piaceva Modugno anche se la Mamma invece adorava Claudio Villa.

In passato aveva già calcato il palcoscenico (parliamo del 1964), ma un altro grande momento della vita e della carriera di Gianni Morandi è l’incontro con Mogol, nel 1980 circa, e questi scrive per lui "Canzoni stonate", grande successo di Morandi.

Arriviamo ai nostri giorni con il grande tour, STASERA GIOCO IN CASA e con l’omonimo brano scritto per lui dal nipote Paolo Antonacci, figlio di Marianna e Biagio.

Si apre il palco… BUON DIVERTIMENTO.

IL direttore

Adolfo Rinaldi

Per info sullo spettacolo teatroduse.it

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Antonio Latella presenta La Valle dell'Eden all'Arena del Sole

Antonio Latella torna a collaborare con Emilia Romagna Teatro Fondazione, dirigendo uno dei capolavori della letteratura d'oltreoceano, La valle dell’Eden dello scrittore, Premio Nobel nel 1962, John Steinbeck. Un’opera che si pone nel solco della storia americana, per riflettere sul destino di quella umana, e che approda per la prima volta sul palcoscenico in uno spettacolo evento composto di due parti, dal 6 al 17 novembre in prima assoluta al Teatro Arena del Sole.

La valle dell’Eden è «la più grande storia di tutte: la storia del bene e del male – scriveva lo stesso Steinbeck in una lettera al suo editore e curatore Pascal Covici - e aggiunge - E così inizierò il mio libro indirizzato ai miei ragazzi. Penso che forse sia l’unico libro che abbia mai scritto. Penso che ci sia un solo libro per ogni uomo». Un’epopea che poggia le sue basi nella Bibbia, sul racconto di Caino e Abele, come indicano i nomi dei fratelli protagonisti del romanzo, Charles Trask e Adam Trask, che a sua volta chiama i suoi due gemelli, Caleb e Aaron. Caino è il primogenito di Adamo ed Eva, un contadino che lavora duro per rendere fertile il terreno; Abele un pastore che si prende cura del bestiame. Entrambi si sacrificano a Dio, eppure questi accetta solo gli sforzi di Abele. Caino uccide il fratello per gelosia, ricevendo in cambio la condanna a essere “fuggitivo e vagabondo”, verso Nord, “a Est di Eden”.

L’adattamento della drammaturga Linda Dalisi, costruito insieme ad Antonio Latella, si concentra sul percorso di vita di Adam Trask, figlio di un padre che lo costringe ad arruolarsi e andare in guerra, fratello in disputa nell’affrancamento dai legami familiari, poi marito desideroso del suo Eden, infine egli stesso padre di due figli. La storia, quindi, attraversa tre generazioni (nel passaggio di secolo tra ’800 e ’900) e si svolge per lo più nella valle del Salinas, in California, sullo sfondo dell’utopica corsa all’Ovest. Adam Trask oltrepassa i nodi cruciali dell’incontro con Cathy/Kate, dell’amicizia con il cuoco cinese Lee e Samuel Hamilton, scontrandosi e affondando nell’infinito il dilemma della lotta, interna all’essere umano, tra il bene e il male. L’indagine nella storia biblica dei nostri più remoti antenati, Caino e Abele, fino all’esilio di Caino nella “terra di Nord, a Est di Eden”, accompagna tutto il lavoro, insieme al confronto con l’eredità ricevuta e consegnata.

Nell’universo di John Steinbeck, a Est di Eden, titolo originale dell’opera, c’è quindi la valle del fiume Salinas, in una California che è un luogo remoto rispetto ai conflitti dell’Occidente, dove è radicata la famiglia di Samuel Hamilton, e anche luogo di approdo per la migrazione della famiglia di Adam Trask, anch’essa in marcia da Ovest a Est. Un territorio strano, che lascia percepire qualcosa di misterioso, come afferma nel testo Hamilton, contadino che conosce bene la sua terra: «C’è qualcosa di oscuro in questa valle. Non so cosa sia, ma lo sento. A volte, in un giorno così sereno che abbaglia, lo sento che oscura il sole e ne spreme la luce come fosse una spugna. C’è un’oscura violenza in questa valle».

Il lavoro teatrale approda sul palco dopo circa due anni di un’intensa ricerca svolta da Antonio Latella e Linda Dalisi e rivolta non tanto a trovare delle risposte, quanto alla formulazione di nuove domande.

«Ma perché il Dio che tutto sa creò l’imperfezione al centro del suo Eden? Solo per essere chiamato? Ma che cos’è un nome? E perché un istante dopo che si viene al mondo, ancor prima che il lamento del nascituro possa divenire parola, abbiamo bisogno di un nome? Queste stesse domande – scrive Antonio Latella – le trovo al centro di questo meraviglioso romanzo, questa epopea che non ha eguali. John Steinbeck con La valle dell’Eden segna il suo capolavoro letterario, forse perché si scontra con il solo libro capolavoro esistente, la Bibbia. Nel titolo originale East of Eden, tratto dal verso 16 del Libro IV della Genesi, Steinbeck sembra suggerire che siamo fuori dall’Eden non perché figli (del peccato) di Adamo, ma perché figli di Caino. L’Eden lo abbiamo perduto: eravamo l’Eden e ora siamo coloro che lo cercano. Ogni pagina del romanzo ci parla di creazione e di sconfitta eterna. Ogni pagina ci parla di famiglia, di padri, di figli, di fratelli, di gemelli. Ogni pagina ci dice che le madri non ci sono, le madri muoiono, le madri si suicidano, le madri rinnegano i figli e peccano, e la sola madre presente è la terra, che partorisce pietre, e che anche quando è fertile non si fa fecondare».

Steinbeck dissemina nell’opera un’infinità di rimandi, significati nascosti, slittamenti di senso che mostrano come una sorta di “albero genealogico della colpa” intervenga, con un influsso misterioso, a condizionare il presunto libero arbitrio dell’uomo. A chiudere il romanzo è infatti la voce di Adam Trask che pronuncia la parola ebraica “Timshel”, il cui significato è “tu puoi”, e che nella Genesi si riferisce proprio alla capacità dell’essere umano di scegliere, di scegliere se essere buono o cattivo: il dilemma che attraversa la vita dei personaggi.

Afferma infatti Lee, il servitore cinese di Adam Trask: «è facile, per pigrizia, per debolezza, rifugiarsi nel grembo della divinità e dire ‘Non ho potuto fare altro, la strada era segnata’. Ma pensate alla superiorità della scelta! Questo sì che fa di un uomo un uomo. Il gatto non può scegliere, l’ape deve fare il miele. Lì la divinità non c’entra».

La scelta è quindi uno dei temi fondamentali del romanzo e dello spettacolo: «Che cosa sceglie un uomo? Non è solo una questione biblica, – scrive Linda Dalisi – sulle cui pieghe non voglio addentrarmi, ma anche una questione artistica e creativa. Che cosa sceglie uno scrittore ma anche che cosa sceglie un lettore? Che cosa sceglie un regista ma anche che cosa sceglie un attore?».

Il confronto con l’opera di Steinbeck corrisponde in questo lavoro a un incontro con l’essere umano e con la bellezza del pensiero: «A ogni lettura, del romanzo come del copione - aggiunge Dalisi - è chiaro che il centro di tutto è l’Uomo».

Estratto dal comunicato stampa all'Arena del Sole - fonte e info bologna.emiliarogmagnateatro.it

Scopri la programmazione su teatridibologna.it

 


Stasera gioco in casa - Gianni Morandi

STASERA GIOCO IN CASA  Una vita di canzoni - Gianni Morandi

GIANNI MORANDI AL TEATRO DUSE DI BOLOGNA CON 16 CONCERTI

Sul palco della sua città per raccontarsi tra musica, ricordi e nuove emozioni.

Teatro Duse di Bologna, via Cartoleria 42

‘Stasera gioco in casa – Una vita di canzoni’. Questo il titolo del nuovo progetto artistico di Gianni Morandi: 16 concerti, un solo palcoscenico, l’abbraccio del suo pubblico con il quale condividere ricordi, emozioni e soprattutto grande musica.

Sarà il Teatro Duse di Bologna ad ospitare, dal primo novembre, le 16 serate (12 in programma fino a dicembre 2019, più altre 4 nel 2020) nelle quali Gianni canterà, in forma acustica, i brani che hanno conquistato intere generazioni, ma racconterà anche i momenti più importanti della sua vita, gli aneddoti, gli incontri, le sfide e i sogni.

L’artista, che ha all’attivo 53 milioni di dischi venduti, 4.217 concerti in Italia e 426 all’estero, e che nel 2017 ha inciso il suo quarantesimo album intitolato ‘D'amore d'autore’, ha quindi scelto lo storico palcoscenico del Duse per un omaggio personale e speciale al vastissimo pubblico che lo segue e lo ama da sempre.

“C’è sempre un momento della vita in cui si sente il forte desiderio di tornare nel luogo da dove si è partiti, – spiega Gianni Morandi – la prima volta che ho cantato al Duse è stato nel 1964 e ricordo che mi tremavano le gambe. Dopo tanti anni e aver girato tutto il mondo, tornare nella mia città con una nuova serie di concerti è una grandissima emozione. Voglio ringraziare il Teatro Duse per avermi proposto questa nuova avventura artistica che mi darà la possibilità di cantare in teatro, dove l’atmosfera è sempre un po’ speciale ed è possibile instaurare una relazione più profonda con il pubblico”. “Attraverso le canzoni – prosegue Morandi - racconterò il mio viaggio nella musica e la mia vita. Mi piacerebbe anche presentare un brano inedito, composto appositamente per questa occasione, per la mia città e per questo teatro che è nel cuore di Bologna”. 

            “Siamo onorati che Gianni Morandi abbia scelto il Teatro Duse per un progetto così sentito e desiderato – sottolinea il presidente del Cda del Teatro Duse di Bologna Walter Mramor – e stiamo lavorando assieme a lui per dar vita ad un evento unico e speciale. Sedici concerti per celebrare una carriera folgorante, ricca di enormi successi. Una dimensione intima in cui il grande artista saprà aprirsi al proprio pubblico e raccontarsi con la schiettezza e l’umanità che lo contraddistinguono. Il nostro palcoscenico è pronto ad accoglierlo, come tra le mura di casa”.

 

LE DATE DEL 2019:

01 Novembre – ore 21

02 Novembre – ore 21

03 Novembre – ore 16

07 Novembre – ore 21

14 Novembre – ore 21

21 Novembre – ore 21

28 Novembre – ore 21

05 Dicembre  – ore 21

12 Dicembre  – ore 21

20 Dicembre  – ore 21

21 Dicembre  – ore 21

22 Dicembre  – ore 16

Le 4 date del 2020 saranno annunciate prossimamente.

 

 PREVENDITA IN ESCLUSIVA SU VIVATICKET

BIGLIETTI

Prima platea                                     79 euro

Seconda platea                                64 euro

Prima galleria                                   54 euro

Prima galleria a visibilità ridotta       39 euro

Seconda galleria                              39 euro

Loggione e balconate laterali           29 euro

PREVENDITE

Le prevendite sono aperte dalle ore 15 del 16 aprile 2019, presso il call center e sul sito di Vivaticket.it, presso i punti vendita Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Duse.

BIGLIETTERIA

Teatro Duse | Via Cartoleria 42, Bologna | 051 231836 | biglietteria@teatrodusebologna.it

Dal martedì al sabato, dalle ore 15 alle 19 e da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli.


A Teatro puoi - Duse prosa 2019/20

“A teatro puoi” è il titolo della nuova stagione teatrale del Teatro Duse di Bologna che da ieri ha aperto ufficialmente la compagna abbonamenti.
Sono 18 gli spettacoli della nuova Stagione di Prosa 2019/2020 del Teatro Duse di Bologna. In cartellone i più grandi interpreti della scena teatrale italiana con importanti opere di drammaturgia classica e contemporanea.
Sulla scena del teatro di via Cartoleria ci saranno Michele Riondino, Lello Arena, Maria Paiato, Mariangela D’Abbraccio, Giulio Corso, Gaia De Laurentiis, Ugo Dighero, Massimo Dapporto, Umberto Orsini, Alessio Boni, Serra Yilmaz, Luigi Lo Cascio, Sergio Rubini, Maria Amelia Monti, Franco Branciaroli, Lella Costa, Enzo Iacchetti, Pino Quartullo, Massimo Venturiello, Alessandro Haber, Alvia Reale, Geppy Gleijeses, Marisa Laurito, Benedetto Casillo, I Legnanesi, Massimo Lopez, Tullio Solenghi.
Nel coro della conferenza stampa di presentazione con la Direzione Artistica al completo composta da Walter Mramor (a.ArtistiAssociati di Gorizia), Livia Amabilino (La Contrada - Teatro Stabile di Trieste), Berto Gavioli (Teatro Michelangelo di Modena) e Stefano Degli Esposti (Dems Teatro S.r.l., società proprietaria del teatro), è intervenuto Matteo Lepore, assessore alla Cultura e Promozione del Comune di Bologna. Sul palco anche
Gianni Morandi che ha presentato le date definitive del progetto 'Stasera gioco in casa - Una vita di canzoni', in totale 12 concerti nel 2019 a cui si aggiungono le nuove date del 26 e 29 dicembre e del 3 gennaio 2020, oltre alla speciale serata del 31 dicembre 2019 che lo vedrà protagonista di un indimenticabile Gran Gala di Capodanno.
Umberto Fiorelli ha inoltre presentato la rassegna estiva “Un’estate… Mitica!”, curata dalla compagnia Fantateatro diretta da Sandra Bertuzzi, che dal 10 giugno al 18 luglio animerà la corte interna del Teatro Duse con 17 appuntamenti dedicati alla mitologia classica.
Nino Campisi
Nella foto: Gianni Morandi, Livia Amabilino, Berto Gavioli e Walter Mramor.
Gianni Morandi al Duse - Teatri di Bologna


Il Celebrazioni - Stagione Prosa 2018/2019


Si è svolta lo scorso 4 giugno 2018, la conferenza stampa per la presentazione della nuova stagione di prosa 2018/2019 presso il Teatro Il Celebrazioni.
Il direttore artistico, Filippo Vernassa, nell'introdurre quella che sarà la programmazione del quarto anno della sua gestione, ha sottolineato che sarà un anno all'insegna dell'uomo e della complessità del suo animo. A partire proprio dal primo spettacolo, che vedrà la brillantissima Angela Finocchiaro in Ho perso il filo (dal 9 all'11 novembre), dove si tratterà di trovare la propria strada in un vero labirinto con agenti disturbatori di ogni tipo. Su testo di Walter Fontana, già fra gli autori della Gialappa's.
Fra le ghiotte novità illustrate, segnalo il ritorno sullo stesso palco, dopo 15 anni, di Massimo Lopez e Tullio Solenghi (dal 25 al 27 gennaio) nonché l'arrivo direttamente dall'Inghilterra di quella che è stata definita la “Rumori fuori scena 2.0”, una macchina perfetta per far ridere giocando con il teatro nel teatro. Di questa Che disastro di commedia (dal 29 al 30 marzo) è stato anche mostrato un breve filmato che non ha mancato di far esplodere le risate fra i giornalisti intervenuti. Ultimo evento poi a garantire un divertentissimo autunno è il nuovissimo spettacolo degli Oblivion, che si cimenteranno dal 23 al 25 novembre in un vero musical, ovviamente comico. Una storia costruita nel loro folle modo sull'incontro fra Dio, autore emergente, venuto a bussare alla porta di Gutenberg per proporre di stampare il suo libro, ricostruendo gli sforzi dell'editore per trasformarlo nel più grande Bestseller della storia.
Non mancherà il tradizionale appuntamento natalizio con Stefano “Vito” Bicocchi, che quest'anno sarà il ritorno della trasposizione bolognese della famosissima commedia “Il medico dei pazzi”, già messa in scena anni fa all'Arena del Sole. A parlarne, l'autore e regista Nanni Garella, per la prima volta, come si è ritrovato a dire, presente a una conferenza stampa che non fosse quella dello storico teatro in via dell'Indipendenza.
A concludere la carrellata delle proposte, i due grandi spettacoli in opzione per gli abbonati. Il Leonardo di Vittorio Sgarbi (dal 31 gennaio al 2 febbraio), a parlare del quale è intervenuto il produttore, Marcello Corvino, a riferire del tutto esaurito ottenuto dalla Prima che ha avuto luogo proprio il giorno precedente al Teatro Romano di Verona. Nessuno si è invece soffermato a illustrare l'altro evento, il nuovo spettacolo Solo di Arturo Brachetti (dal 1° al 3 marzo), perché proprio non ha bisogno di presentazioni.
(Claudio Guerra)




Prosa al Duse 2018/2019

Prosa al Duse 2018/2019

Claudio Guerra, collaboratore esterno per l'area stampa di Erreci Edizioni, ha partecipato alla conferenza stampa del Teatro Duse.
Durante la conferenza stampa è stata espressa la volontà, che prenderà forma il 3 ottobre in occasione dell'inaugurazione intitolata ad Eleonora Duse, di ampliare i servizi con un' apertura del giardino del Teatro stesso, adibito a sede di spettacoli estivi per ragazzi e di una trasformazione del bar interno a bistrot, al fine di offrire pasti agli spettatori durante gli intervalli oltre che un'ora e mezza prima dell'inizio dello spettacolo.
Tra gli intervenuti, Tommaso Bianco: nel 2018 ricorre il 50° dal suo esordio nella compagnia De Filippo, in occasione del quale il 21 novembre proporrà "Natale in casa Cupiello".
Ogni anno Tommaso Bianco porta la sua scuola di teatro con un paio di spettacoli fuori abbonamento sul palco del Duse.
A seguire, alcune sue fotografie inerenti la giornata:

Se volete leggere il documento: Conferenza stampa Duse Prosa 2018/19


60 anni di Campa - Festa in EuropAuditorium

60 anni di Campa - Festa in EuropAuditorium

La Società di Mutuo Soccorso è protagonista di un costante sviluppo, rafforzato da partnership significative e dalla crescita degli assistiti
CAMPA, 60 ANNI DI MUTUALITÀ SANITARIA INTEGRATIVA
FESTEGGIATI CON IMPRESE, PRIVATI E TUTTA LA CITTÀ DI BOLOGNA
“Valori di ieri, vantaggi di oggi e welfare di domani” sarà il tema centrale
dell’evento previsto per il 60° anniversario.Un’occasione per tracciare bilanci e ribadire valori, progetti e obiettivi coinvolgendo l’intera cittadinanza con uno spettacolo serale speciale
Bologna, 24 maggio 2018 –
60 anni di mutualità sanitaria integrativa, con uno sviluppo crescente di fiducia e affidabilità tra gli assistiti, sono il patrimonio valoriare più caratterizzante dell’evoluzione di CAMPA, Società di Mutuo Soccorso che è punto di riferimento essenziale per imprese e singoli privati.
Uno sviluppo che dal 1958 ha conosciuto step importanti con il passaggio dall’iniziale funzione di Cassa Mutua per professionisti e lavoratori autonomi, alla Mutua integrativa del SSN aperta a tutti i cittadini (1978), al Fondo sanitario pluriaziendale (2010) e infine al ruolo di Ente del Terzo Settore (2017). Un percorso che solo negli ultimi dieci anni ha visto crescere gli associati da 12.000 agli attuali oltre 43.000 assistiti, dei quali 14.000 soci ad adesione volontaria e 29.000 iscritti nel proprio Fondo Sanitario pluriaziendale.
Un notevole impulso è stato poi determinato dalle partnership definite nel 2012 con Confcooperative (per l’assistenza sanitaria a circa 25.000 soci lavoratori dell’Emilia Romagna), Confindustria Emilia Area Centro (con copertura per altri 3.000 dipendenti, quadri e dirigenti) ed Emil Banca (quasi 900 iscritti tra i propri soci). Fuori regione è attiva la convenzione con l’Aeroporto di Genova e la Cassa di Risparmio di Fermo
Il 2017 è stato un anno positivo per CAMPA che ha mantenuto un costante numero di assistiti ed è riuscita a consolidare il proprio fondo Associativo di Riserve: la raccolta dei contributi associativi e sanitari è stata pari a 15,3 milioni di euro con un incremento del 2,3%.Le spese per erogazioni sanitarie sono cresciute del 4,9% rispetto al 2016, superando i 12,7 milioni di euro, rispetto ai quali risultano prevalenti le spese per prestazioni ambulatoriali per oltre 7 milioni di euro. Infine, le erogazioni sanitarie sull’ ammontare dei contributi versati sono state pari all’ 83,5%, che rappresenta un elevato valore di restituzione agli assistiti per il quale la CAMPA è un’eccellenza tra le Società di Mutuo Soccorso.
Fin qui i numeri, che saranno comunque protagonisti anch’ essi della manifestazione prevista per festeggiare i 60 anni di CAMPA, Sabato 26 maggio 2018 a Bologna, al Teatro EuropAuditorium (Piazza Costituzione 4), a partire dalle ore 16, con l’iniziale Assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio 2017 e per l’adeguamento straordinario dello Statuto al Codice del Terzo Settore.
Focus dell’evento sarà la successiva Tavola Rotonda incentrata su CAMPA, 60 di mutualità. “Valori di ieri, vantaggi di oggi e welfare di domani” che prevede la presenza di numerosi ospiti con relativi interventi, contributi e testimonianze, nonché premiazioni degli associati.
Ma l’evento nell’evento sarà lo spettacolo serale che vedrà il simpatico e famoso attore Giampaolo Morelli, protagonista della serie tv L’Ispettore Coliandro trasmessa prima su Rai 2 ed ora su Rai Play e girata a Bologna, cimentarsi nel ruolo di presentatore per introdurre il concerto di Dodi Battaglia e del suo gruppo.
Sono inoltre previsti altri ospiti top secret che sicuramente saranno graditi al pubblico, invitato a partecipare ad una grande festa che è un regalo di CAMPA per i suoi iscritti ed assistiti, ma anche per tutta la città, perché un “compleanno” così importante sia sottolineato anche da un’occasione di divertimento che consolida il rapporto e la forte vicinanza con la popolazione.
La conferenza stampa è prevista per giovedì 24 maggio 2018, ore 12:00 presso la sede di Campa - via Luigi Calori, 2/G Bologna
Vai all'evento >
FOTO TAVOLO CONFERENZA
 
Il nostro collaboratore, Claudio Guerra, ha partecipato alla conferenza stampa e informa i lettori che la giornata del 26 inizierà con un evento riservato a soci e sostenitori, a partire dalle 16:30.
Giusy De Vitis ha segnalato che i premi che verranno consegnati agli associati sono stati realizzati a Bologna da artisti bolognesi, per ribadire quanto la città stia a cuore a CAMPA.
Riguardo all'evento della serata, presentato da Giampaolo Morelli, oltre a Dodi Battaglia e il suo gruppo, i guest ai quali si fa cenno saranno Andrea Mingardi e Silvia Mezzanotte.
L'evento che comincerà alle 21:00 sarà aperto a tutti, fino ad esaurimento posti.
Dodi Battaglia, a margine, ha voluto pubblicizzare l'evento per il suo compleanno, il 1° Giugno, che non ha trovato spazio a Bologna e che conta di portare 30.000 persone a Bellaria-Igea Marina per una serata nella quale avrà come ospiti nomi del calibro di Mario Biondi, Marco Masini, Enrico Ruggeri e Il Volo. Ha tenuto a rimarcare anche il suo impegno per NUOVOIMAIE.
Valerio Gnesini è l'autore di un video istituzionale per celebrare i 60 anni del CAMPA che verrà proiettato in pubblico per la prima volta in occasione dell'evento.
Sembra inoltre che il Sindaco Merola stesso venga a portare i suoi saluti, in occasione dell'evento.


Progetto Grazia Deledda

26 gennaio - 10 febbraio 2018 
PROGETTO GRAZIA DELEDDA
Una scrittrice a cavallo tra il mondo arcaico e la modernità

Il Teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno, in collaborazione con la Fondazione del Monte – Oratorio dei Filippini, Associazione Orlando/Biblioteca Italiana delle Donne e il Centro studi sul Genere e l’educazione del Dipartimento di Scienze dell’educazione G. M. Bertin dell’Università di Bologna, rende omaggio a Grazia Deledda, unica scrittrice italiana premio Nobel per la letteratura, con un progetto che se da una parte vuole approfondire la sua biografia e il suo lavoro, dall’altra intende partecipare alla riscoperta di una delle intellettuali italiane più interessanti e colpevolmente dimenticate d’Italia.
L’obiettivo è quello di costruire un percorso che amplifichi la ricaduta dello spettacolo Quasi Grazia di Marcello Fois, con Michela Murgia nei panni di Grazia Deledda, sul giovane pubblico dei Licei e dell’Università e che crei occasioni di incontro e approfondimento su questa straordinaria scrittrice, per molti versi anticipatrice di temi e di sguardi su mondi invisibili.
La presenza di Michela Murgia  nello spettacolo ha creato una sorta di corto circuito che aumenta i possibili sviluppi del progetto: parlare di Grazia Deledda attraverso il corpo e la voce di una scrittrice contemporanea ci porta a riflettere sul ruolo delle donne intellettuali; la scelta di Fois di ripercorre la biografia dell’autrice ispirandosi al suo romanzo autobiografico Cosima, obbliga a un affondo nella condizione di vita della scrittrice e nel panorama letterario femminile dell’epoca;  il blog della Murgia quasigrazia.wordpress.com, che ha accompagnato la creazione dello spettacolo, mette in luce la relazione per niente scontata tra letteratura  e teatro.
Il percorso di avvicinamento all’opera ha avuto un prologo l’8 ottobre scorso presso l’Oratorio dei Filippini con una lettura scenica commentata dalla compagnia al completo e ha visto nascere all’interno della Biblioteca delle donne il gruppo di lettura Grazia, ma sarà a partire dal 26 gennaio che cominceranno gli incontri di approfondimento  intorno alla scrittrice su cui è stato chiamato a intervenire il critico letterario Matteo Marchesini per raccontare a un pubblico di studenti e di appassionati, in quale contesto culturale si muoveva Grazia Deledda, come é riuscita, lei che aveva solo la quarta elementare ed ha vissuto in una delle città più isolate d’Italia a “sfondare” il muro che la separava dagli ambienti letterari del continente, che rapporto avesse con le altre scrittrici sue contemporanee, chi erano e in cosa erano differenti dalla Deledda.
Il percorso, che terminerà il 10 febbraio, la mattina dopo lo spettacolo con un incontro con la scrittrice Michela Murgia e l’autore del testo Marcello Fois, moderati dalla studiosa femminista Anna Maria Tagliavini, è stato pensato in co-progettazione con alcune insegnanti di letteratura dei licei cittadini e, oltre ad avere un valore storico letterario, vuole anche essere un primo momento di riflessione sulla funzione delle prime intellettuali nell’Italia di inizio Novecento  e sulla loro fortuna nella tradizione letteraria italiana.
Programma completo:

  • Venerdì 26 gennaio ore 14,30
    Centro Studi sull’educazione di Genere
    Via Filippo Re 6, Bologna
    LA VERITA’ VISTA DAL BASSO
    Un panorama della narrativa femminile tra Otto e Novecento
    di e con Matteo Marchesini
    ingresso libero 
  • Martedì 30 gennaio ore 14,30
    Teatro Comunale Laura Betti
    COME UN ROMANZO RUSSO.
    L’opera di Grazia Deledda
    di e con Matteo Marchesini
    ingresso libero 
  • Venerdì 9 febbraio, ore 21
    Teatro Comunale Laura Betti
    QUASI GRAZIA
    di Marcello Fois
    con Michela Murgia nel ruolo di Grazia Deledda
    e Lia Careddu, Valentino Mannias, Marco Brinzi
    regia Veronica Cruciani
    produzione Teatro di Sardegna
  • Sabato 10 febbraio, ore 10,00
    Teatro Comunale Laura Betti
    INCONTRO CON LA COMPAGNIA
    Modera
     Anna Maria Tagliavini,
    femminista e saggista

Info e prenotazioni:
Teatro comunale Laura Betti
Tel. 051 570977 – E-mail biglietteria@teatrocasalecchio.it
 


EuropAuditorium si rinnova

EuropAuditorium si rinnova

COMUNICATO STAMPA - Bologna 20 Settembre 2017
BolognaCongressi per EuropAuditorium - Teatri di Bologna
In scena il nuovo Europauditorium
Congressi, eventi e spettacoli trovano una casa completamente rinnovata a Bologna
Si è conclusa la prima parte dei lavori di riqualificazione del Polo Congressuale bolognese. Oggetto del restyling l'Europauditorum, Sala polifunzionale che ospita congressi, eventi e spettacoli teatrali dagli anni settanta.
Dopo questo intervento,lo storico auditorium si colloca al primo posto per capienza in Emilia-Romagna e nella Top Five in Italia potendo accogliere fino a circa 1.800 persone (mentre precedentemente i posti erano complessivamente 1.348). Oltre ad aver rinnovato le sedute e la tappezzeria, il restauro ha fatto si che l’acustica, peraltro già ottima, sia ulteriormente migliorata. Infine, ma non ultimo, si è tenuto conto dell’ottimizzazione energetica anche attraverso la realizzazione di un progetto  di illuminotecnica di ultima generazione.
“Si è deciso di partire dalla riqualificazione del Palazzo dei Congressi per rispondere in maniera efficace ad un’esigenza del mercato congressualeche,da anni, individuava Bologna come potenziale meta di un maggior numero di congressi rispetto a quelli effettivamente realizzati,ma che di fatto non si riusciva ad ospitare per mancanza di spazi adeguati ad accoglierli.La profilatura della meeting industry bolognese certamente nebeneficerà offrendo di conseguenza anche un significativo sostegnoall’indotto generato sulla città”; commenta Gianpiero Calzolari, Presidente BolognaFiere Group.
Questo progetto si inserisce in un più ampio disegno, che vedrà la rivalutazione dell'intera area fieristica bolognese attraverso unimportante investimento economico che BolognaFiere destinerà al Quartiere fieristico ed al Polo Congressuale. Testimonianza di questa volontà è l’imminente avvio dei lavori edilisui padiglioni 29 e 30.
“Il Piano di Sviluppo -conclude Calzolari - prevede, oltre a interventi inristrutturazione.anche la costruzione di nuovi padiglioni che ci permetteranno dirafforzare ulteriormente il posizionamento di BolognaFiere a livello internazionale,andando a rispondere alle esigenze delle grandi manifestazioni che realizzano i propri eventi di riferimento mondiale a Bologna”.
Invito conferenza stampa 20.09 h 12.30 - Il nuovo EuropAuditorium - Teatri di Bologna