Data: 24/10/2021 | Teatro: Teatro Arena del Sole | Categoria: Da non perdere

La Gaia Scienza – La rivolta degli oggetti
22 – 24 ottobre 2021 – Sala Leo De Berardinis, Teatro Arena Del Sole

di Vladimir Majakovskij
con testi di Giorgio Barberio Corsetti, Marco Solari, Alessandra Vanzi
regia Giorgio Barberio Corsetti, Marco Solari, Alessandra Vanzi
interventi scenografici Gianni Dessì
con Dario Caccuri, Lorenzo Garufo, Zoe Zolferino
produzione Fattore K. 2019, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Romaeuropa Festival e ERT / Teatro Nazionale
si ringraziano Tiziano Terzoni e Antonio Iodice

Nel 1976 Giorgio Barberio Corsetti, Marco Solari e Alessandra Vanzi proponevano sul palco del leggendario Beat 72 La rivolta degli oggetti, uno spettacolo che sarebbe diventato un punto di riferimento per la formazione del gruppo e per la controcultura romana degli anni Settanta.
A quarantacinque anni da quel primo lavoro, La Gaia Scienza si riunisce per passare il testimone a tre giovani performer, dando vita a un riallestimento che è un incontro nel tempo fra epoche, corpi ed esperienze completamente differenti.

Lo spettacolo – un’ora esatta di poesia, distillata tra rivoluzione sociale ed estetica, tra avanguardie storiche e arte contemporanea – si presenta al pubblico di oggi mosso dalla volontà di restituire proprio quello spazio utopico di creatività e circolazione del pensiero che ne aveva favorito la creazione. Specchi, sedie sospese, funi, un cappotto, un violino scordato: sono gli oggetti che si oppongono ai corpi dei performer, acrobati in esplorazione dell’universo poetico di Majakovskij – il titolo stesso è quello di un suo poema del 1913 – che si rotolano, si lanciano, si dondolano come smarriti, amplificando i versi dell’autore russo nella risonanza di una miriade di frammenti.

Il metodo alla base del lavoro partiva da una sostanziale rottura con la tradizionale divisione dei ruoli: tutto nasceva dal cortocircuito di diverse individualità artistiche che in quel momento, incontrandosi, generavano qualcos’altro, e davano vita a un universo complesso e in costante trasformazione. Nel 2019 questo cortocircuito è rinnovato dalla presenza di tre giovani performer, alle cui sensibilità è affidata la creazione – ogni sera differente – su base della “partitura” dello spettacolo originario.

I tre performer, in dialogo con lo spazio e con il proprio tempo, incarnano così attraverso i loro corpi lo straniamento e le tensioni di un presente diviso fra la mercificazione imperante e la libertà sterminata di internet e dei media. Come nelle scatole cinesi, si concentra sul palco l’esperienza artistica di tre epoche storiche lontane fra loro – l’avanguardia rivoluzionaria russa, le cantine romane, il mondo come lo vediamo oggi – per aprire di nuovo il teatro allo stupore e alle possibilità dell’incontro, tanto fisico quanto metaforico.

«Quello a cui ci accingiamo – raccontano insieme Giorgio Barberio Corsetti, Marco Solari e Alessandra Vanzi – è creare le condizioni per trasmettere un’esperienza, reinventando il gioco scenico, utilizzando alcuni materiali originari (…), consegnando a giovani attori e danzatori gli oggetti da rivoltare, (…) ma anche concetti, pensieri, stimoli che erano tutto il non-detto dello spettacolo, la sua sostanza immateriale. Tutto ciò presuppone un aspetto laboratoriale, che non è solo un periodo di prove, ma uno spazio-tempo di elaborazione di un linguaggio. Un passaggio di testimone, nel quale anche noi tre saremo presenti, interagendo in sovrapposizione o in contrappunto, in dialogo quindi con le nuove sensibilità».

Orari:

  • 22 ottobre, ore 20.30
  • 23 ottobre, ore 19
  • 24 ottobre, ore 16

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